San Marino, opera al bianco

IL FASCINO DISCRETO DELL’INVERNO

Tutto d’intorno è pace;
chiuso in oblio profondo
ndifferente il mondo tace 

(Ada Negri)

E quanta pace nelle camminate sui sentieri innevati del bosco intorno alle rocche, nei giardini con gli alberi ricoperti di neve o sfumati nella nebbia; o nei vicoli del centro storico quando le luci del giorno si fondono a quelle della sera e invitano al silenzio. La notte poi, ci si accorge della neve che scende proprio dal silenzio che l’accompagna. Un silenzio ovattato che neppure i pochi rumori che giungono dalla strada riescono a scalfire.

Sotto il manto della neve appena caduta questo paese ritrova la sua antica solennità. Come se la bianca coltre ricoprendo la dimensione orizzontale dello spazio mettesse a tacere anche il chiassoso vissuto dei nostri tempi, liberando l’austera e nobile verticalità delle architetture del passato disseminate un po’ ovunque nel centro storico del paese. Per qualche giorno, quasi ogni anno, i castelli, le chiese i monumenti e le case, ritrovano la loro identità. E nei contorni sfumati di questi spazi resi incerti dai fiocchi di neve, dalla nebbia, o dalla luce dell’imbrunire, anche gli uomini sembrano perdere quei tratti rigidi e definiti con cui si muovono nel frettoloso andirivieni della loro esistenza. E ritrovano la loro umanità.
Tonino Mosconi

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